Contro eBay il popolo dello scoop facile
Il sensazionalismo fa male. Fa male e non aiuta nessuno. Ecco perché mi ha colpito molto sentire di una petizione online contro eBay. Cosa dicono i 54 firmatari? "Un utente che partecipi ad una transazione, sia esso acquirente o venditore, deve poter rilasciare un feedback positivo, neutro o negativo non visibile alla controparte fintantoché anch’essa non abbia votato, oppure non siano scaduti i termini per farlo." L’antefatto è particolare. Nei giorni scorsi eBay ha annunciato una modifica: cambierà infatti il sistema dei feedback, e i venditori non potranno più lasciare commenti negativi sugli acquirenti. Al di là della notizia in sé, che potete leggere sui principali quotidiani italiani, quello che mi ha colpito è la foga con cui gli stessi giornali hanno trattato l’argomento. Si è parlato di utenti arrabbiati, di proteste vibrate. Addirittura si è detto "per eBay è l’inizio della fine". Tutte affermazioni di fronte alle quali vale la vecchia regola del sano buon senso. C’è una petizione online. Perfetto, quello sarà uno strumento con cui l’azienda e i 54 firmatari si confronteranno. Ma far passare alcune sottoscrizioni legittime per l’assalto al Palazzo d’Inverno delle aste online, questo francamente pare eccessivo.
Io, nel mio piccolo, ho preferito contattare direttamente la fonte. Pertanto ho sentito Andrea Polo, Responsabile Comunicazione ed Eventi di eBay Italia. Non solo perché volessi conoscere la posizione della controparte, ma soprattutto perché volevo capire (visto che grazie a quotidiani e blog non ero riuscito a farlo) le motivazioni di questa decisione. "Il feedback è da sempre uno dei pilastri più importanti del modello eBay – mi ha detto Polo – ed è stato creato per garantire una trasparenza massima agli utenti. Tuttavia alcuni di loro lo utilizzavano in maniera scorretta e se ne servivano come strumento di ripicca. Dati alla mano, questo atteggiamento era tenuto molto più spesso dai venditori che dagli acquirenti." Il meccanismo era questo: il compratore insoddisfatto che rilasciava un commento negativo su un acquirente, si esponeva automaticamente a un meccanismo, diciamo così, ricattatorio. Ossia ricevere un feedback negativo, pur non avendo fatto nulla. Da qui la decisione di starsene buoni, in modo da non alimentare le ire altrui. "Il tutto – mi ha confermato Polo – provocava una distorsione del sistema, per cui un numero altissimo di venditori si ritrovava ad avere una percentuale di feedback positivi del 100%, ma non tutti la meritavano." Come a dire, un’omertà che consentiva a tutti di passare per eBayers affidabili, pur non essendolo. Con i nuovi cambiamenti, mi ha detto Polo, solo gli acquirenti potranno rilasciare feedback negativo oltre che positivo e neutro, ma non potranno farlo nel caso in cui vengano segnalati dal venditore come acquirenti non paganti o se è in corso una controversia per un certo oggetto.
All’orizzonte, però, eBay prevede altri cambiamenti. Cose di cui non si è parlato, preferendo concentrarsi sulla ‘censura’ ad opera del portale di aste online.
I venditori potranno ricevere anche feedback multipli dallo stesso acquirente purché lasciati in settimane diverse. Verranno rimossi i feedback negativi lasciati da utenti che sono stati segnalati come offerenti non paganti o sospesi. La percentuale di giudizi positivi verrà calcolata non più su tutta la carriera eBay, ma solo sull’ultimo anno, in modo da tutelare chi, all’inizio della propria avventura su eBay ha fatto qualche errore. Ma soprattutto, cambierà la visualizzazione degli oggetti. Se oggi i primi della lista sono quelli in imminente scadenza, tra poco si vedranno in cima quelli offerti dai venditori più affidabili. Insomma, un eBayer che vendendo si comporta in modo corretto, sarà aiutato a vendere ancora di più, visto che le sue merci saranno posizionate in bella vista. Come dire, siate buoni se potete. Ne va del vostro business.


Mi sembrano cambiamenti positivi. Rispetto al sistema precedente intendo.
Leggendo qua e là per la rete avevo capito tutt’altro; addirittura alcuni blog avevano urlato che eBay avesse deciso di cancellare la funzione di feedback. Non ho prestato molta attenzione allo “scoop”, qualcosa – forse il mio sesto senso – mi diceva che non era proprio ragionevole come notizia. Rivolgersi ai diretti interessati è diventata ormai l’unica forma di conferma delle notizie. Cercare di orientarsi in internet è come interrogare i passanti in una piazza, sperando che ti sappiano spiegare nel dettaglio un fatto di cui hanno sentito appena parlare. I vecchi metodi restano i migliori
Un saluto!
7di9
il problema è proprio la cattiva comunicazione. eBay ha cercato di cambiare alcuni aspetti dell’interazione online, così come fanno tutte le aziende interessate a progredire e migliorare. però i media hanno comunicato questo cambiamento in maniera frettolosa e imprecisa, dando risalto ad alcuni aspetti e tralasciandone gli altri. questo ha dato vita a un vero e proprio polverone in Internet, con tanto di petizioni ecc.
concordo al 100%, i vecchi metodi restano i migliori. peccato che chi è pagato per utilizzarli e renderne conto ai lettori, in questa occasione lo ha fatto male, fomentando la tensione di alcuni internauti. Un saluto!