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Il nuovo sistema Audiweb

postato da piero.babudro [08/04/2008 16:24]
 

Presentato oggi a Milano il nuovo sistema integrato Audiweb per la rilevazione dei dati sulla fruizione dei media online. Realizzata in partnership con Nielsen Online, la suite di servizi sarà articolata in tre parti: una ricerca di base per la definizione dell'universo degli utenti Internet (curata da Doxa), un Panel meterizzato rappresentativo della navigazione e un sistema Browsed Based in grado di rilevare i dati censuari degli editori.

 

Le rilevazioni saranno in tutto tre:

Ricerca di base: ricerca quantitativa per mezzo di interviste fatte a campione (11-74 anni) e finalizzata alla definizione e alla descrizione degli interne user italiani e delle loro caratteristiche in termini di profilo socio-demografico e attitudinale.

Sistema censuario: rilevazione oggettiva di tutta l'attività Internet sui siti censiti, tramite feedback tecnici verso i server

Panel: rilevazione oggettiva della fruizione di Internet basata su un campione rappresentativo (anche se il portavoce di Doxa ha espresso dubbi sulla rappresentatività proprio durante la conferenza stampa) della popolazione italiana online. L'oggettività dovrebbe essere garantita da appositi software meter che assicurerebbero l'automazione della rilevazione dei comportamenti online evitando così di doversi affidare alle dichiarazioni dei singoli internauti.

 

Audiweb produrrà così una serie di servizi di reporting:

Report: sintesi quotidiana distribuita online nella giornata successiva alla rilevazione; riporta i dati principali di audience degli editori iscritti.

Trends: report trimestrale distribuito online, che contiene i dati sintetici della Ricerca di base.

View: Interfaccia che replica il servizio Nielsen Online Netview e consente di visualizzare report sui dati di navigazione effettuati dagli utenti italiani, aggregati per mese.

Database: file distribuito elettronicamente con cadenza mensile contenente i dati quotidiani del panel costituiti dal clickstream dei singoli componenti del campione sui siti degli editori iscritti.

 

Un buon inizio, insomma, anche se non mancano i punti critici.

Primo, come già detto, la stessa Doxa ha criticato in sede di conferenza stampa l'attendibilità del campione scelto. Secondo, non vengono prese in considerazione mailing list aziendali e newsletter (che spesso contengono sponsorizzazioni o altri tipi di pubblicità).

Terzo, non misura la quantità di interazione all'interno della Rete: dirmi quante pagine vedono gli utenti, e quanto tempo si soffermano sull'una o sull'altra è per forza di cose un dato incompleto. Quindi il sistema non pare ottimale per occuparsi di blog e social network, ad esempio. Ovviamente queste funzioni dovrebbero essere integrate in un secondo tempo.

Quarto: pur rifacendosi al concetto di tempo speso su una data pagina, il sistema salta un passaggio fondamentale: la distinzione tra contenuti. Una pagina che contiene un video e una che contiene il testo di un blog sono sostanzialmente diverse. Il rischio è quindi di stimare in maniera errata (al rialzo o al ribasso) il costo di uno spazio pubblicitario.

Quinto: a conferenza stampa finita ho avuto modo di parlare con alcuni responsabili di centri media e concessionarie. L'aria che ho percepito è di generale fiducia, con un pizzico di timore per una novità (necessaria, intendiamoci!) che rischia di aumentare a dismisura la mole di lavoro delle rispettive aree marketing. "Per avere cosa poi? - mi ha confidato uno di questi. - Una maggiore profilazione? Quella la si ottiene in automatico: basta organizzare i propri contenuti con una maggiore attenzione alle aree tematiche."

 

Al di là delle considerazioni degli addetti ai lavori, bisogna capire che non si può trattare il pubblico di Internet alla stregua di un qualsiasi pubblico televisivo. La Rete per sua natura è un rizoma, aperto alla pluralità eppure diviso in mille rivoli, ognuno struttura a se stante e specchio della struttura nel suo complesso.

Il rischio di pensarci tutti davanti a un unico schermo globale, implica non solo una certa idea di utente passivo, ma allo stesso tempo rischia di produrre dati (penso alla stratificazione socio-demografica) molto volatili.

Detto questo, rimane l'indubbio vantaggio di un sistema che, sì, va migliorato, ma rappresenta un passo avanti rispetto al passato.