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L’insostenibile ipocrisia della blogosfera italiana

28 Settembre 2008

Ultimamente (e sempre su FriendFeed, tanto per dire dove succede qualcosa di interessante) sono rimasto coinvolto in una piccola ma significativa polemica. Ho letto un post che sostiene una tesi alquanto interessante: guai agli entusiasmi gratuiti quando si parla di Web 2.0, perchè si finisce col descrivere una situazione idilliaca che trascura i lati problematici.

Ho commentato dicendo che quando lavoravo al Riformista, un paio di volte ho scritto cose contro il pensiero unico del 2.0 figo a tutti i costi e c’è stata gente che mi ha telefonato il giorno dopo, accusandomi di sputare nel piatto in cui mangio.

 

A questo mio commento, inutile dirlo, sono arrivate delle risposte completamente fuori tema. Risposte che mescolavano pedofilia via internet, bullismo ecc. e sono servite solo a fare un gran casino..

 

Ma vabbè, lasciamo stare..  

 

Dico questo perchè io ho sempre evitato pericolose associazioni tipo "youtube=bullismo", anche quando il direttore me lo chiedeva perchè avremmo venduto di più. (mah!!) 

 

Io mi sono limitato a rispondere a questo post dicendo che, sì, bisogna stare attenti ai cultori del "tutto bello". Quelli che, dal mio punto di vista, predicano dalla loro torre d’avorio 2.0 e non si accorgono che la loro opera di persuasione serve solo ad alimentare il loro ego, e non la reale capacità di comprensione delle persone.

 

Un paio di settimane fa è accaduta una cosa che secondo me ha del miracoloso: ho potuto lavorare (gratis!!!!!) con due persone eccezionali come Emanuela Zerbinatti e Silvio De Rossi. Obiettivo: raccontare le Paralimpiadi di Pechino attraverso due blog, bucando il silenzio dei media mainstream.. 

E questo nostro lavoro ha ricevuto il plauso ufficiale di uno che si chiama Giorgio Napolitano, e che guarda caso è il Presidente della Repubblica Italiana.

Siccome è un risultato storico per tutto il web 2.0 italiano e non solo per i due blogger coinvolti, ho pensato di condividere la notiza con amici e conoscenti, e anche con qualche autorevole esponente della Rete e della blogosfera italiana.

 

Nella mia innocenza, pensavo di ottenere delle risposte tipo "bravi ragazzi, avanti così!"…. o anche solo una mail che assomigliasse a una risposta. Anche uno smile sarebbe bastato.. In fin dei conti, a memoria mia, MAI un presidente di uno Stato ha scritto una lettera ufficiale a un blogger (nello specifico, Emanuela Zerbinatti) per complimentarsi del suo sforzo nel fare informazione.

  

Tra tutti gli interpellati, che proprio non merita menzionare, ho ricevuto una sola risposta. Di Marco Camisani Calzolari, che mi ha fatto i complimenti e che approfitto per ringraziare pubblicamente. Gli altri? Silenzio. A riprova che per alcuni il blog serve solo alla propria "sfavillante" carriera di "consulente 2.0" di qualcosa e per alimentare un ego di dimensioni ormai bibliche. 

 

Evidentemente sono tutti troppo impegnati a fare i conferenzieri e a lisciarsi il pelo l’un l’altro, piuttosto che condividere quello che, nei fatti, è una vittoria di tutta la blogosfera. Oggi la delusione è molto forte…  

 

Se va in porto il progetto di un PaviaCamp, tornerò a parlare di questo. Stavolta con nomi e cognomi.

      

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